Cutrofiano


Cutrofiano (Cutrufiànu in dialetto salentino; Κουτρουφιάνα, Kutrufiàna in griko) è un comune italiano di 8.992 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nel Salento centro-meridionale, dal 2007 fa parte dell’Unione dei comuni della Grecìa Salentina, sebbene nel paese non si parli più la lingua grika probabilmente già da un secolo e mezzo. All’inizio del XIX secolo, insieme a Sogliano Cavour, Cursi, Cannole ed agli odierni comuni della Grecìa Salentina, formava parte dei Decatría Choría (τα Δεκατρία Χωρία), cioè dei tredici paesi di Terra d’Otranto che conservavano la lingua e le tradizioni greche.
Centro noto per la lavorazione della terracotta, ha dato i natali, tra gli altri, ad Uccio Aloisi, uno dei maggiori esponenti salentini della tradizione della pizzica e dei canti tradizionali contadini, e ad Ortensio Abbaticchio, religioso, giustiziato a Roma dall’Inquisizione il 15 giugno 1566.

Territorio
Il territorio del comune di Cutrofiano si estende nella parte centrale della provincia a circa 32 km dal capoluogo, in direzione sud. Occupa una superficie territoriale di 55,72 km² ed è situato a 81 m s.l.m. L’altezza minima è di 65 metri mentre quella massima raggiunge i 119 metri. L’escursione altimetrica risulta essere pari a 54 metri.
Il territorio comunale confina a nord con i comuni di Sogliano Cavour e Galatina, a est con i comuni di Corigliano d’Otranto, Maglie, Melpignano e Scorrano, a sud con i comuni di Supersano e Collepasso, a ovest con i comuni di pizzica di Aradeo e Neviano.
Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima
Dal punto di vista meteorologico Cutrofiano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l’incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola.

Arte
Il centro antico di Cutrofiano ha una forma quasi trapezoidale. L’abitato, in passato, era cinto da mura e caratterizzato da modeste abitazioni, per lo più a corte. Tra gli strettissimi vicoli e le numerose chiesette spuntava solo qualche edificio di rilievo; poi gran parte delle chiesette sono crollate e diverse case sono state abbattute per dare all’abitato un aspetto meno affollato e più arioso. L’edificio più importante era e resta tutt’ora, nonostante il degrado e le mutilazioni, il palazzo Ducale, o Filomarini, dal nome degli ultimi feudatari. Costruito verso la metà del 1600, operando una profonda trasformazione del preesistente castello, si estende, imperioso, fra le due piazze principali. Altra tappa obbligatoria è la Chiesa Matrice, intitolata alla Madonna della Neve, realizzata alla fine del secolo scorso, ristrutturando e ampliando quella preesistente del XVII secolo (nata, a sua volta, dalla ristrutturazione di una chiesa medievale, che recava uno splendido portale con leoni stilofori, poi purtroppo distrutto), della quale conserva gli altari barocchi. un portale sicuramente da ammirare, sormontato da un mascherone cui la fantasia popolare ha attribuito vari significati, è invece, quello del palazzo Calò, edificato tra il ‘600 ed il ‘700 situato a lato della Matrice. La Chiesa dell’Immacolata, appena fuori le mura, è stata costruita tra il 1764 ed il 1772; di forma ottagonale ha una linea sobria ed armoniosa con la parte superiore della facciata ornata da numerose sculture. A meno di un chilometro dall’abitato si trova la Cripta di San Giovanni, un piccolo vano ipogeo, scavato nella roccia tufacea riportante tracce di antichi affreschi, che una volta si trovava nelle vicinanze, se non addirittura all’interno di una chiesa poi crollata.
Il Museo della Ceramica, infine, accoglie un gran numero di manufatti prodotti in passato dagli artigiani di Cutrofiano, oltre ad una piccola collezione di maioliche e numerosi reperti di epoca medievale e romana provenienti dai dintorni di Cutrofiano.

Cenni Storici
L’etimologia ne fa risalire la denominazione sia a Cultus Jani in quanto, secondo lo storico locale Maselli, in epoca romana vi sarebbe stata nella zona una selva nella quale era venerato il dio Giano; sia a “Cutrubbi”, nome dato dagli abitanti ai recipienti da essi fabbricati. Nell’epoca della dominazione greco-bizantina, la località ne assimilò riti ed idioma in seguito scomparsi. Fece successivamente parte della contea di Soleto e dal 1088 al 1463 del principato di Taranto, sotto il dominio via via degli Enghien, dei Del Balzo e Filomarini. I quali ultimi istituirono un allevamento di cavalli, la cui razza godette di largo prestigio per lungo tempo non solo nel regno di Napoli, ma soprattutto in Inghilterra. Tra i monumenti spicca la Cattedrale dedicata alla Vergine della Neve ed a Sant’Antonio da Padova, che fu eretta nel 1760, il cui prospetto è diviso in due ordini, il superiore dei quali adorno di nicchie incorniciate da stucchi .L’altare di San Gaetano, al suo interno, è opera dello scultore Miccoli. La località dette i natali al Maratti, insigne medico e filosofo; al Maselli che fu apprezzato sacerdote storico ed archeologo, il quale acquistò ulteriori meriti come patriota e liberale; ed al valente scultore Domenico Miccoli.
Centro agricolo molto fiorente per produzione di vino, ed olio.
Le aziende industriali sono scarse.
Di rilievo è l’attività estrattiva della caratteristica pietra di Cutrofiano (tufi), nonché dell’argilla utilizzata sia per la produzione del cemento, sia per la produzione delle terrecotte.
Fiorente è la lavorazione artigianale delle terraglie confezionate con i locali banchi di argilla giallastra .Vasi, stoviglie e oggetti ornamentali, costruiti dagli artigiani di Cutrofiano sono venduti su tutte le piazze di ogni comune della provincia, apprezzate a livello nazionale ed anche all’estero. Tipica è la Mostra della ceramica che attrae un gran numero di visitatori e turisti.
Molto Diffuse nella zona le Attività di Bed & Breakfast.

Artigianato Figulo
Cutrofiano rappresenta il più importante centro di produzione ceramica del basso Salento, perpetuando una tradizione antica che risale al Medioevo.
Nel mese di agosto si tiene la mostra annuale della terracotta che, istituita nel lontano 1973, ha contribuito notevolmente al rilancio del settore, dopo la grave crisi del dopoguerra. Oggi esistono 8 botteghe ma, alla fine del secolo scorso, ve ne erano oltre 40.
Nel catasto onciario, nella metà del ‘700, su una popolazione di poco più di 600 abitanti, sono elencati 50 artigiani della terracotta divisi in codimari, piattari e pignatari. Alcuni erano spinti, così, a trasferire la propria arte altrove.
Già nel secolo precedente, a Novoli, delle 7 botteghe esistenti, ben 4 appartenevano ai figli di Mastro Antonio D’Elia di Cutrofiano. A metà del 1800 Francesco Colì di Cutrofiano era attivitssimo a Brindisi, nei pressi della porta per Mesagne, anche per l’attività antiborbonica che coinvolgeva l’intera famiglia.
Il cognome Colì, già presente nel catasto onciario, appartiene ai titolari di una bottega esistente ancora oggi in Via Roma, a pochi passi dal centro storico attigua ad un’antica e bellissima fornace a legna tutt’ora in uso, sia pure saltuariamente.
Nella bottega dei fratelli Donato e Antonio Colì tutto è ancora prodotto naturalmente: dalla modellazione al tornio alla decorazione. Emanuele Maglio è il più giovane ed ha aperto da poco la propria bottega dopo un periodo di apprendistato presso altri artigiani. Ha una cura particolare per la forma ed i colori, così che ogni suo oggetto costituisce un pezzo unico.

Museo della ceramica
Il Museo della Ceramica di Cutrofiano è stato istituito nel 1985 come semplice esposizione di terrecotte tradizionali prodotte in passato dagli artigiani locali( sia come valorizzazione di una attività che ha caratterizzato il paese fin da tempi lontanissimi, sia come testimonianza di modi di vivere ormai scomparsi). Questa raccolta iniziale si è arricchita nel tempo per successive donazioni ed anche per l’acquisto di una piccola collezione di maioliche. Inoltre l’esigenza di documentare storicamente la produzione locale ha portato ad una indagine del territorio con l’individuazione di alcuni siti archeologici.
Attualmente il Museo si compone di 4 sezioni:
1) Sezione storico-archeologica che accoglie materiale ceramico, in gran parte frammentario, che va dalla preistoria al periodo postmedievale, proveniente dal territorio di Cutrofiano e di altri centri vicini;
2) Sezione storico-artistica che accoglie ceramiche invetriate e smaltate prodotte in Cutrofiano ed in altri centri della Puglia e dell’Italia meridionale;
3) Sezione antropologica che accoglie oggetti d’uso sia grezzi che invetriati, prodotti quasi esclusivamente in Cutrofiano nel corso del XIX secolo e nella prima metà del XX, e divisi per ambiti d’uso;
4) Sezione tecnologica che accoglie attrezzi e strumenti usati per la produzione della terracotta e provenienti da botteghe locali ormai scomparse. Il Museo, fin dalla sua istituzione ha convissuto con la Biblioteca comunale in cui esiste una sezione speciale dedicata agli studi sulla ceramica.

Parco dei Fossili
Il Parco è sito in provincia di Lecce, nel cuore del Salento, lungo la strada Statale Aradeo-Cutrofiano presso l’incrocio per Sogliano Cavour. E’ accolto in una ex cava d’argilla, in contrada Lustrelle, dismessa alla fine degli anni ’70. In questo giacimento a cielo aperto, esteso per circa 12 ettari, sono esposti vari strati geologici, di origine marina, alcuni dei quali straordinariamente ricchi di fossili. Famosissima nell’ambiente scientifico italiano ed estero per l’abbondanza e per lo stato di conservazione dei reperti, la cava visse un periodo di abbandono e rischiò di andare perduta durante gli anni ’80, quando divenne una discarica abusiva di rifiuti.
Negli anni ’90 la nuova ditta proprietaria, la Colacem di Gubbio, provvide al suo recupero bonificandone i confini ed il fondo, piantumando ben 8000 alberi lungo i bordi a pendio dolce. Il prof. Giuseppe Botrugno, in seguito stabilì di mantenere esposti gli strati fossiliferi e di tracciare dei percorsi per visitatori, con l’intento di trasformare la località in un vero e proprio parco turistico-scientifico.
Nel febbraio 1999 iniziavano i lavori nella ex-cava, diventando il Parco dei Fossili, e nella seicentesca casa contadina (Museo Malacologico delle Argille) che ricade nella proprietà e che sorge a meno di dieci metri dal bordo cava. Il tutto sotto l’organizzazione scientifica Dr. Giuseppe Piccioli e logistica del Dr Giuseppe Botrugno. Nel frattempo sono state compiute ulteriori opere di miglioria, per rendere ancor più piacevoli ed accoglienti le escursioni ai visitatori.
Il 9 agosto successivo è ufficialmente nato il Museo Malacologico delle Argille ed il Parco di Fossili di Cava Lustrelle, uno dei pochissimi esempi in Italia e in Europa di recupero ambientale a fini scientifico-didattici di cava dismessa.

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